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venerdì 28 ottobre 2011

Vita da Cani: Forme di Vita Intelligenti(?)

Ancora qui
Ancora per dirci "Ciao"
Ancora boh...torniamo seri per un attimo e riprendiamo un po' il resoconto della (triste) vita (passata) di un centralinista in erba.

Prima Puntata
Seconda Puntata

Nella puntata precedente vi ho narrato del mio primo giorno e descritto una chiamata tipo (tra le migliaia ricevute). Oggi accantono un po' la mia tragicomica esperienza di lavoro e vi parlerò un po' di quelli che il lavoro te lo creano: i clienti.

Il cliente - come già puntualizzato - in un call center ha sempre torto. Non per cattiveria (anche se a dire il vero qualcuno se ne approfitta), ma fondamentalmente perchè è ignorante, o semplicemente stupido. Quando un cliente ti chiama perchè ha un problema, 9 volte su 10 è perchè non ha letto le istruzioni o non c'ha sbatta.
Vediamo nel dettaglio i migliori (o i peggiori, a seconda del punto di vista), partendo dalla base: l'Utonto.

venerdì 12 agosto 2011

Vita da Cani: l'Inizio

Circa un anno fa finiva la mia esperienza nel campo dei Call Center, per celebrare la cosa ho deciso di continuare il mio racconto della breve ma intensa esperienza.

QUI trovate la prima parte.

"Benvenuto all'inferno". Anche se non esattamente in questi termini la persona che mi affiancherà me lo fa abbastanza capire.

Mi mostra un po' di prodotti su cui dobbiamo fare assistenza, mi leggo un po' di configurazioni. Non sembra poi così male.
Guardiamo un po' di problematiche comuni e mi illustra un po' la politica aziendale: "Hai presente la massima -il cliente ha sempre ragione-? Qui non vale. Qui il cliente ha sempre torto, perchè tu sei quello che sa le cose mentre lui è quello stupido" (non aveva nemmeno tutti i torti tant'è che il mio mantra personale anche ora è "Io ho sempre ragione")

Poi mi fa ascoltare le telefonate che ricevono. Sulle prime le trovo anche abbastanza divertenti, ma con il passare delle ore il mio sorriso si trasforma in una smorfia di terrore.

"Ma sono tutti così stupidi?"
"No c'è di peggio. E poi ci sono anche i rivenditori."

Per spiegarvi la situazione imbarazzante in ambiente informatico che esiste in Italia, vi illustro una chiamata tipo

Cliente: "Ho comprato da Mediaworld un vostro prodotto e non funziona, cosa devo fare per la sostituzione?"
Io: "Non funziona in che senso?"
Cliente: "attacco tutti i cavi si accendono un po' di luci ma poi non fa più nulla. Quindi che devo fare per cambiarlo?"
Io: "Ma l'ha configurato?"
Cliente: "In che senso?"
Io: "Nella confezione c'è un CD. Deve collegare via cavo un pc al prodotto far partire il cd e seguire le istruzioni a schermo"
Cliente: "No il commesso di Media World mi ha detto che basta collegarlo e fa tutto lui"
Io: "Ok verifichiamo assieme. Ha il pc e il prodotto a portata di mano?"
Cliente: "No ora sto in ufficio. Senta ma perchè devo fare tutto sto casino? Non mi può semplicemente dire cosa fare per la sostituzione?"
Io: "Perchè il suo prodotto non è guasto deve essere solo configurato. Facciamo così: le invio alla sua casella di posta una guida per la configurazione e la segue passo passo. Se ha problemi, non capisce qualche passaggio o se continua a non funzionare ci ricontatta."
Cliente: "E come la scarico un'email se non posso collegarmi a internet?"
Io: "Scusi ma non è in ufficio? Non ha modo di scaricarsela da lì?"
Cliente: "Ah già è vero che scemo"
Io (con il microfono mutato): "Tu l'hai detto." (riattivo il microfono) "mi conferma il suo indirizzo email: solitoidiota@fanculo.it?"
Cliente: "Sì è corretta."
Io: "Ok inviata le dovrebbe arrivare a breve. Se la salva su chiavetta o la stampa e la segue passo passo."
Cliente: "Gentilissimo grazie mille."

*5 minuti dopo*

Cliente: "Buongiorno ho un problema con un vostro prodotto. Non funziona, cosa devo fare per la sostituzione?"
Io: " Mi dice gentilmente nome e cognome?"
Cliente: "Solito Idiota"
Io: "E' già tornato a casa e ha già seguito tutto la guida che le ho inviato 5 minuti fa?"
Cliente: "...."

E via così fino alla fine della giornata di lavoro.

mercoledì 9 marzo 2011

Vita da Cani: il Prequel

Visto che oggi ho un sacco di cose da fare mi sembra una buona occasione per iniziare a raccontarvi un 3/4 di cazzi miei (e per darvi un'idea della situazione lavorativa che esiste in Italia).

A settembre/ottobre dello scorso anno, abbandonata completamente la vita universitaria per una serie di motivi che non sto a raccontarvi (sono solo 3/4 di cazzi miei che vi racconto dopotutto), mi butto nella spasmodica ricerca di un lavoro fisso, dato che quello saltuario che facevo prima non mi faceva più arrivare a fine mese.

Invio i curriculum a varie aziende di informatica, rinuncio a malincuore ad un'offerta di lavoro all'estero (sempre per motivi che non vi sto a raccontare, diciamo che la scusa ufficiale è stata "non ci cavo un soldo",  sebbene la rinuncia avesse radici MOLTO più profonde e meno veniali), mi iscrivo ai vari siti di annunci, inizio una serie di colloqui di lavoro.

Arrivo a fine ottobre con vari "le faremo sapere", "la terremo in considerazione per future ricerche", "il suo profilo ci ha molto colpito, ma abbiamo trovato il cugino del fratello della cognata del direttore che possiamo prendere come stagista e quindi pagarlo una miseria", ecc.

Poi arriva la svolta: vengo chiamato da una società di servizi informatici che cerca gente per fornire supporto tecnico negli ospedali e negli studi medici. Avendo già lavoro nell'ambiente sanità parto avvantaggiato. Colloquio tranquillo, faccio buona figura, faccio divertire la persona con aneddoti sull'assistenza informatica nelle strutture ospedaliere, ormai è quasi fatta.

Ma c'è un piccolo problema. L'attività richiede frequenti spostamenti sulla provincia e l'azienda "è a corto di macchine aziendali quindi dovresti usare la tua". Io gli faccio "ah ah ah" lui mi fa "oh oh oh" e pare che finisca lì.
Però mi chiede se eventualmente mi andrebbe bene anche un'attività part-time su un altro servizio che forniscono "Fino a fine anno e poi vediamo".
Gli rispondo nessun problema.

La descrizione - un po' contorta dell'attività - che mi propone è più o meno questa: "attività di supporto remoto, per una multinazionale con clienti in tutta Italia, su problematiche di networking".
Mi sembra una buona proposta, anche l'idea del part-time mi alletta (avere mezza giornata per continuare a farmi i cazzi miei non mi fa affatto schifo). Parlo con il team leader dell'attività, mi fa un po' di domande tecniche che bene o male riesco a sfangare. Luce verde.

Ci rivediamo qualche giorno dopo per parlare con il responsabile amministrativo del progetto e firmare il contratto. Come tutte le aziende informatiche rispettabili il contratto è un Co.Co.Pro. senza ferie o malattia, cinque giorni su sette + due sabati al mese recuperabili in settimana.
Previste due settimane di inserimento/prova.
Il Lunedì successivo mi presento di buon'ora pronto a cominciare quest'avventura.
Mi presentano ai vari colleghi di lavoro, mi danno una postazione, mi mettono in mano un paio di cuffie con microfono e mi dicono "Benvenuto all'Inferno".

L'Inferno dei Call Center di assistenza tecnica.

Prossimamente la seconda puntata.